Continua a tenere banco il tema sicurezza: dopo che dalla prefettura è arrivata la notizia della riapertura a Modena di un centro di permanenza per i rimpatri dei migranti clandestini, anche il Siulp ha espresso le sue preoccupazioni a riguardo sottolineando la carenza di organico di forze dell’ordine
La riapertura del CPR, ovvero di un centro di permanenza per i rimpatri per la gestione dell’immigrazione clandestina, annunciata dalla prefettura di Modena lo scorso venerdì ha sollevato numerosi dubbi e reazioni da più parti, dopo la politica si è espresso in merito anche il Sindacato Unitario di Polizia Siulp che ha evidenziato le problematiche legate alla carenza di organico nel nostro territorio. Secondo la sigla un centro di questo tipo per essere funzionale ha bisogno di mezzi, risorse e personale adeguato, che non devono in nessun modo andare ad intaccare l’organizzazione dell’organico in forze nel centro della città. Per questo motivo il segretario provinciale Siul ha ribadito la necessità di rinforzi: la riapertura del Cpr secondo un loro calcolo richiederebbe un organico di almeno 15 uomini a turno oltre che quelli necessari per gli accompagnamenti alla frontiera.
Nel video intervista a Bruno Fontana, Segretario Provinciale Siulp di Modena


































