Per un voto di scarto non è passata all’ultima seduta del consiglio dell’unione dei comuni del Frignano, la richiesta di istanza da presentare al Ministro per chiedere la riesaminare la decisione di chiudere il punto nascite dall’ospedale di Pavullo

La sicurezza, quel principio che applicato alla logica dei punti nascita regionali e della provincia di Modena ha motivato l’apertura del punto nascita di Mirandola e la chiusura di quello di Pavullo, è stata presa a motivazione anche per la bocciatura della mozione per la richiesta di riesame oggetto dell’ultima seduta dell’Unione dei Comuni del Frignano. Si, perché i consiglieri contrari alla proposta hanno motivato il loro no sulla base della sicurezza che il punto nascite di Pavullo, come dichiarato dai tecnici e dai protocolli ministeriali, non sarebbe più in grado di garantire. Motivazioni che avevano sostenuto anche la bocciatura della richiesta di deroga avanzata dalla Regione lo scorso anno. Una bocciatura che aveva portato nei mesi scorsi, su iniziativa del comitato Salviamo l’ospedale di Pavullo, al deposito, in tutti i comuni montani di una richiesta di riesame. Tenendo in considerazione le tante peculiarità e le criticità che il territorio montano presenta e quindi dell’importanza proprio in termini di sicurezza, soprattutto nei mesi invernali riveste il presidio di Pavullo

Una proposta fino ad ora accolta ed approvata dai Comuni di Fiumalbo e Polinago e che i consiglieri che da tempo sostengono l’opportunità dell’apertura del punto nascite, speravano di portare avanti anche (e soprattutto), attraverso il voto favorevole del consiglio dell’Unione. Che non c’è stato. Perché i voti contrari sono stati più dei favorevoli, e che, complice anche l’assenza pur giustificata della rappresentanza di Pavullo, ha portato ad una maggioranza a sfavore del documento. E all’impossibilità di fare avere al ministero una richiesta di riesame a nome dell’Unione che sotto l’aspetto anche del peso politico avrebbe avuto un significato ed una forza ben maggiore.