Dall’autopsia dei fratelli Bertarini uccisi lo scorso 26 febbraio, iniziano ad emergere i primi particolari. Il presunto assassino Angelo Rainone, pare si sia accanito sui loro corpi con ferocia, anche dopo la morte
A quindici giorni di distanza dal duplice omicidio dei fratelli Ugo e Breno Bertarini, che ha sconvolto la comunità di Zocca, iniziano ad emergere i primi particolari. Secondo gli accertamenti medico legali, svolti alla presenza di quattro periti, due nominati dalla procura e altrettanti da accusa e difesa, le vittime sembrano siano state colpite a ripetizione e forse più di 15 volte ciascuna con una roncola, e che il presunto colpevole, si sarebbe poi accanito sui due uomini, anche quando le vittime erano già a terra, probabilmente prive di vita. Prime indiscrezioni, dunque, ma per avere risposte certe bisognerà attendere la perizia che sarà depositata soltanto tra novanta giorni. Intanto, il presunto colpevole del delitto Angelo Rainone, ex genero di Ugo, nel corso dell’interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei giorni scorsi il giudice Eleonora Pirillo ha confermato la misura cautelare per l’uomo rigettando le richieste dei domiciliari avanzate dai suoi avvocati. Per il giudice su Rainone pesano gravi indizi di colpevolezza. Non è stato invece convalidato il fermo in quanto non sussiste secondo il magistrato il pericolo di fuga da parte dell’indagato. Ad incastrare il 58enne sono stati tutta una serie di elementi, ma in particolare le tracce ematiche trovate nell’abitazione e nel furgone dell’uomo e le telecamere di sorveglianza che hanno inquadrato il suo veicolo dirigersi verso l’azienda agricola di Lame, proprio il giorno del delitto, e ad un orario compatibile con il decesso dei fratelli Bertarini.




































