Per il Procuratore Amato in merito ai fatti del 29 giugno sarebbe configurabile il reato 280bis
Scende in campo la Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna nell’indagine sull’incendio alla Scuola di Polizia Locale di Modena Est che fu appiccato all’alba dello scorso 29 giugno da ignoti. Due forti boati scossero il quartiere e danneggiarono l’edificio adibito alla formazione dei nuovi vigili urbani dell’Emilia Romagna, della Toscana e della Liguria, ma le conseguenze potevano essere ben più gravi se tutti gli ordigni rudimentali che erano stati realizzati e strategicamente posizionati fossero esplosi e fossero riusciti a penetrare nel locale adibito alle caldaie. Le indagini affidate alla Squadra Mobile della Polizia di Stato e coordinate dalla Procura di Modena passeranno, dunque, di mano perché secondo il Procuratore della Dda Amato sarebbe configurabile il reato 280bis, vale a dire atto di terrorismo con ordigni micidiali o terroristici. Il Procuratore capo di Modena Lucia Musti, come spesso succede, ha poi ottenuto la continuità territoriale e dunque il pm Katia Marino, titolare del fascicolo, continuerà a lavorare di concerto con la stessa Direzione Distrettuale Antimafia per fare luce sulla situazione ed individuare i colpevoli di questo atto criminale.





































