La Dama vivente è un rito biennale che si ripete ormai da quasi 50 anni. Protagonisti sono dame e cavalieri vestiti rispettando la tradizione storica

Ogni due anni sulla scacchiera che pavimenta la piazza del centro storico di Castelvetro, torna la Dama Vivente. E anche questa volta sono stati tanti i visitatori di questo evento che ha riportato il paese indietro nel tempo per rivivere le atmosfere cinquecentesche del castello dei marchesi Rangone. La Dama vivente è un rito biennale che si ripete ormai da quasi 50 anni. Protagonisti sono dame e cavalieri vestiti rispettando la tradizione storica, armigeri e popolani, saltimbanchi e giocolieri, musici e mangiatori di fuoco. La festa è culminata nella partita a dama che ha il compito di rievocare un episodio realmente avvenuto del soggiorno a Castelvetro, ospite dei Rangoni, del poeta Torquato Tasso che, si dice, sia rimasto incantato dalla bellezza del paesaggio, e proprio nel paese modenese abbia composto “Erminia fra i pastori”, uno dei brani più suggestivi della “Gerusalemme liberata”. La Dama vivente ormai è un appuntamento che fa parte dell’identità culturale del paese, coinvolgendo tanti volontari nel lavoro di preparazione dell’evento, a partire dagli splendidi costumi d’epoca. L’iniziativa, si è aperta all’imbrunire con il corteo storico composto da centinaia di figuranti in preziosi costumi rinascimentali, ed è poi proseguita con la partita affidata alla tecnica di due mossieri, mentre un giullare ha aiutato le pedine a muoversi tra le caselle. Tutti gli abiti esposti e indossati dai figuranti in occasione di rievocazioni storiche sono stati interamente ricamati a mano, e la preziosità dei manufatti ha portato l’associazione a vincere per due volte il primo premio al concorso nazionale di abiti d’epoca il Rocchetto d’Oro.

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