Nasce una realtà per la tutela dei diritti umani, l’obiettivo è quello di promuovere iniziative locali di sostegno ai combattenti in collaborazione con gli enti locali e la stessa società civile curda

Dopo aver dato ospitalità e cure, all’ospedale Ramazzini, lo scorso maggio a quattro combattenti curdi vittime di gravi ferite subite durante i combattimenti nelle città della Siria sconvolte dall’azione dei militanti dell’Is, Carpi ha deciso di schierarsi nuovamente dalla parte del popolo curdo. La decisione è giunta da alcuni cittadini, non appartenenti a nessuna parte politica, di costituire, come è avvenuto in altre zone d’Italia: Rete Kurdistan Carpi. Il punto carpigiano, che si affianca alla realtà territoriale italiana di solidarietà, ha come obiettivo quello di promuovere iniziative locali di sostegno ai combattenti in collaborazione con gli enti locali e la stessa società civile curda. Carpi si farà dunque promotrice, già in questi ultimi mesi del 2016 di conferenze e iniziative di sensibilizzazione sulla violazione dei diritti umani. L’impegno, grazie anche alle testimonianze dei combattenti curdi ospitati nella città dei Pio, sarà a favore di una soluzione pacifica della questione kurda assieme a un progetto di convivenza dei popoli del Medio Oriente.

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