Il caso del vino è approdato in senato. La Commissione Aagricoltura ha assicurato che la situazione sarà affrontata a breve

Molto positivo. Lo ha definito così l’incontro a Roma in senato Ermi Bagni, Direttore del Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi. La Commissione Agricoltura dopo aver ricevuto l’ente di tutela, ha assicurato il massimo interesse sulla questione da portare al più presto sul tavolo del Governo. Si tratta di un caso urgente che riguarda  circa 8000 viticoltori, 68 aziende con 1080 addetti, che lavorano nell’area di produzione del Lambrusco , perché la Commissione DG AGRI dell’Unione Europea vuole rivedere l’interpretazione delle norme sull’etichettatura dei vini che riconduce gli stessi alle zone di produzione IGP (Indicazione geografica Protetta) e DOC (Denominazione di origine controllata). Il progetto potrebbe togliere la tipicità al Lambrusco che non riporta nel nome un riferimento geografico, ma ha invece un riferimento territoriale ben preciso Modena Reggio Emilia, Mantova e nella nostra provincia riguarda: Sorbara, Santa Croce e Castelvetro. Dal 1970, anno delle prime Denominazione di origine Doc legate ai vitigni Lambrusco, si è generata una costante crescita produttiva grazie all’impiego di importanti risorse economiche e professionali con un sensibile miglioramento del valore commerciale del vino che prima veniva quotato al pari di prodotto da tavola. Il Consorzio ha portato in Senato la forte preoccupazione dei produttori, che nell’arco di 45 anni hanno elevato la qualità della produzione vitivinicola garantendo il consumatore sull’origine del prodotto diffuso in 52 paesi dei cinque continenti. Intanto anche da Modena è stato lanciato un allarme sul tema dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale. Andrea Galli ricorda che il lambrusco è oggi tra i vini più venduti al Mondo, se non il più venduto in assoluto, rappresentando così per altre nazioni un primato commerciale da scippare all’Italia. Detto questo l’esponente azzurro chiede alla Giunta Comunale di intervenire al più presto con i deputati europei e con il Governo per  intraprendere ogni azione utile a tutelare la tipicità locale salvaguardando la territorialità produttiva originaria del lambrusco.

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