Ad essere lievitate negli ultimi anni sono soprattutto le imposte locali

In Emilia-Romagna si pagano più tasse che nel resto d’Italia. L’allarme arriva dalla Cisl regionale: secondo un’elaborazione su dati Istat realizzata dal sindacato, nel 2014 il contribuente medio emiliano-romagnolo ha pagato 10.500 euro di tasse, contro una media nazionale di 8.900. La quota maggiore dell’esborso finisce nelle casse dello Stato, ma ad essere lievitate negli ultimi anni sono soprattutto le imposte locali. Certo, tra Piacenza e Rimini il Pil pro-capite e i servizi erogati sono più alti che altrove, ma per la Cisl il prelievo fiscale è comunque troppo elevato.
In pratica, secondo i dati diffusi dalla Cisl, nel 2015 un operaio con moglie e figlio a carico e un piccolo appartamento in proprietà da 90 metri quadri ha lavorato per il Fisco fino al 13 maggio. Tutto questo malgrado il Pil pro-capite regionale sia diminuito, a causa della crisi, dai 33mila euro del 2012 ai 32.602 del 2014. Ma c’è anche la beffa: nel 2013 l’Emilia-Romagna ha prodotto el 2013 un residuo fiscale pari a 18 miliardi di euro. Cosa significa? Che ogni cittadino della regione ha dato in solidarietà al resto del Paese oltre 4.100 euro.

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