Camminando in centro storico basta percorrere appena 20 metri per vedere ben 6 attività chiuse. Una di fila all’altra. Sei negozi vuoti che invece della merce espongono solo grandi cartelli con la scritta “affittasi” o “vendesi”. La situazione è particolarmente evidente lungo la via Emilia. Qui le serrande abbassate si susseguono senza interruzione e gli spazi vuoti interrompono il ritmo dei negozi ancora aperti. Solo dall’inizio dell’anno hanno chiuso quattro attività: l’ex Stella Zeta, di fronte alla Benetton, anch’essa in chiusura; il negozio Amelie, di fronte a Calzedonia; e altri due negozi di abbigliamento uno accanto all’altro. A queste si aggiungono due vetrine vuote da tempo: l’ex Shana e un ex centro estetico mai rimpiazzato. In totale, sette locali sfitti in un tratto centrale della città. Molte chiusure coincidono con la fine dell’anno, quando si rinnovano i contratti di affitto e si tirano i conti. Secondo i dati della Camera di Commercio, negli ultimi dodici anni hanno chiuso definitivamente 170 esercizi commerciali solo nel centro storico. Affitti troppo alti, concorrenza dell’online, costi dell’energia e burocrazia sempre più pesante rendono difficile tenere aperta la saracinesca. A resistere sono in pochi. Durante l’Assemblea Annuale di Confesercenti, il Presidente nazionale Nico Gronchi ha ribadito l’urgenza di politiche mirate, incentivi e sostegno concreto per evitare l’impoverimento dei centri cittadini.

VETRINE SPENTE, LA VIA EMILIA TRA SERRANDE ABBASSATE E NEGOZI SFITTI
La via Emilia si svuota: serrande abbassate e cartelli con la scritta affittasi dominano il centro. Affitti troppo alti, burocrazia e caro energia mettono in ginocchio le piccole attività del territorio.






































