Vendite al dettaglio in difficoltà in Emilia-Romagna. I settori più colpiti quello dell’abbigliamento e degli accessori. Secondo l’indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna, nel quarto trimestre del 2025 emerge una situazione di sostanziale stagnazione del commercio di prossimità nella regione. E sebbene ci sia stata una timida crescita nelle vendite presso i negozi di vicinato, rispetto all’anno precedente, questa è stata talmente esigua da non rappresentare una vera ripresa. Le vendite, infatti, non hanno tenuto il passo con l’inflazione. In regione i prezzi al consumo, esclusi i beni energetici, sono cresciuti dell’1,7 per cento. A soffrire maggiormente le vendite della distribuzione alimentare specializzata e non alimentare, ma il calo più evidente riguarda i negozi di abbigliamento e accessori: – 2,9 %. In flessione anche i punti vendita specializzati in prodotti per la casa ed elettrodomestici. Segno positivo invece solo per ipermercati, supermercati e grandi magazzini, che crescono del 3,4 %, spinti dalla ricerca di prezzi più convenienti da parte dei consumatori. Le previsioni per il primo trimestre del 2026 non sono incoraggianti: il 62 per cento degli operatori prevede un calo delle vendite, il 29 % una situazione stabile e solo il 9 % si aspetta un aumento. Ad essere maggiormente colpite le imprese più piccole. A fine 2025 le attività del commercio al dettaglio in Emilia-Romagna sono scese rispetto all’anno precedente e al 31 dicembre 2025 il numero delle iscrizioni di nuove attività, è risultato essere il più basso da 10 anni ad oggi.

VENDITE IN FRENATA, CALANO I NEGOZI, CRESCONO SOLO LE GRANDI CATENE
Segnali di difficoltà per il commercio al dettaglio in Emilia-Romagna. Le vendite nei negozi di vicinato restano deboli e molti settori sono in calo, a partire dall’abbigliamento.




































