Una indagine della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli si è estesa anche a Modena, dove sono state eseguite perquisizioni presso abitazioni e attività commerciali. L’operazione è stata condotta dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei comandi provinciali di Caserta e Milano, e ha portato all’arresto di due persone. I due indagati sono accusati di associazione per delinquere e autoriciclaggio, con l’aggravante di aver agevolato il clan dei Casalesi. Le indagini hanno fatto emergere un’organizzazione criminale operante tra Italia e Spagna, che svuotava i conti correnti di ignari cittadini attraverso il phishing, lo smishing e il vishing, sottraendo circa 800mila euro, parte dei quali finiti nelle casse del clan. I truffatori contattavano le vittime fingendosi operatori bancari e inducevano bonifici istantanei verso conti controllati dall’organizzazione. In altri casi, veniva attivata fraudolentemente una copia della SIM della vittima, permettendo l’accesso all’home banking. I fondi venivano poi trasferiti su altri conti, anche esteri, prelevati in contanti o convertiti in criptovalute. Circa il 40% dei proventi veniva consegnato al clan dei Casalesi per finanziare le attività criminali e sostenere le famiglie dei detenuti. Oltre alla provincia modenese l’operazione ha portato ad un totale di 21 perquisizioni tra le province di Napoli, Caserta, Benevento, Potenza e Isernia.