Nel video l’intervista a:
– Marco Martelli, Sindaco di Crevalcore
– Paola Rapezzi, Moglie di Paolo Cinti, vittima della strage
Era il 7 gennaio 2005 quando, nella fitta nebbia della pianura bolognese, lo scontro fra un treno interregionale e un convoglio merci costò la vita a 17 persone e ferì decine di passeggeri. Oggi, come ogni anno, la comunità di Crevalcore si ritrova per onorare le vittime di quella tragedia che ha segnato per sempre il territorio e la sua memoria collettiva. La giornata di commemorazione si è aperta nella chiesa parrocchiale di Sammartini, dove il parroco don Francesco ha celebrato una messa in suffragio. Presenti i familiari delle vittime, i rappresentanti delle istituzioni di molti comuni e tanti cittadini: una cerimonia sobria, segnata dall’emozione composta di chi porta ancora con sé il dolore di quel giorno. Poco dopo, al Parco “7 gennaio 2005”, alla Bolognina di Crevalcore, la deposizione delle corone di fiori al cippo e al Memoriale sorto nel punto esatto dell’incidente. Un luogo che non è solo testimonianza del passato, ma monito costante sulla sicurezza ferroviaria e sull’importanza della prevenzione. Valori indelebili nella mente, ventuno anni dopo. L’incidente alle 12.53, su una linea ancora a binario unico: il mancato rispetto di un segnale e l’assenza dei sistemi di controllo automatico portarono allo scontro frontale tra i due convogli. Da allora la tratta Bologna-Verona è stata raddoppiata e la vecchia linea è stata trasformata nella Ciclovia del Sole. Oggi il Memoriale custodisce il ricordo delle 17 vite spezzate. Una memoria che non chiede clamore, ma rispetto. Dal silenzio di questo luogo, oggi più che mai, arriva il messaggio di trasformare il dolore in responsabilità e impegno per il futuro.






































