Nel video l’intervista a Stefano Nazzi, giornalista investigativo
Adesso la speranza dei parenti si affida alla scienza, alle nuove tecniche investigative utili a esaminare tracce e reperti. Perché si possa dare un nome al mostro di Modena, un delitto irrisolto che pesa da oltre trent’anni. Dopo tutto questo tempo i familiari non si arrendono: hanno consegnato 1100 firme in procura. Chiedono di riaprire il caso. Tra il 1985 e il 1995 furono otto le giovani donne uccise, dieci le vittime sospette. Spesso persone legate a una vita fragile. Prima dell’ipotesi di un serial killer, per anni gli inquirenti hanno trattato ogni omicidio come un episodio isolato. Dinamiche che per analogie rimandano ad altri delitti efferati, ad altre vittime. Il caso del mostro continua ad essere un grande punto di domanda. Il podcast “Indagini” se ne occuperà presto.






































