Siamo a febbraio ma il livello idrometrico del Po ha già raggiunto la soglia d’allarme: l’acqua è bassa come in piena estate. A lanciare l’allarme è Coldiretti. La situazione critica, causata dalla siccità e delle alte temperature, ha spinto l’Autorità distrettuale di bacino a convocare per il 6 marzo l’Osservatorio sulle crisi idriche per fare il punto della situazione del fiume Po, anche perché non si prevedono precipitazioni se non di scarsa entità che potrebbero provocare ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici anche del 20%. La preoccupazione maggiore in questo momento per il Po riguarda l’Appennino, perché quest’inverno non è nevicato e quindi in primavera non si avrà il contributo dello scioglimento della neve che avrebbe ingrossato i fiumi. Nell’area emiliana a Piacenza, Parma, Reggio e Modena la situazione di scarsità idrica si potrebbe far risentire in modo importante. Attualmente il fatto più grave sono le ripercussioni sull’agricoltura che anticiperà il suo bisogno irriguo, la richiesta di acqua nelle campagne modenesi arriverà già dal 15 marzo.

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