Nel servizio l’intervista Massimo Fabi, Assessore regionale alla Sanità e Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia Romagna

Le liste d’attesa restano una delle principali criticità della sanità italiana. In molti casi, per visite specialistiche o esami diagnostici non urgenti, l’attesa può arrivare anche a diversi mesi o oltre un anno, mentre solo circa la metà delle prestazioni rispetta i tempi massimi previsti. In alcuni casi estremi ci vogliono fino a 360 giorni per una Tac e oltre 500 giorni per alcune prime visite specialistiche. Un problema legato non solo al numero di prestazioni disponibili, ma anche alla loro appropriatezza. Secondo l’assessore regionale alla Sanità dell’Emilia-Romagna, Massimo Fabi, non basta produrre più visite ed esami se una parte significativa non è clinicamente necessaria, perché si rischia di sottrarre spazio a chi ha davvero bisogno di cure. In questo contesto Regione Emilia-Romagna e sindacati hanno firmato a Bologna l’“Agenda Sanità”, un accordo con le sigle sindacali per rafforzare il servizio sanitario pubblico regionale. L’intesa punta su sostenibilità economica, valorizzazione del personale e rafforzamento della medicina territoriale, con un ruolo centrale per Case della Comunità, medici di base e servizi di prossimità.