Risanamento in corso per la sanità modenese ma il pareggio dei conti nel 2026 non è ancora “reale” perché dipende da fondi che devono arrivare durante l’anno. I bilanci preventivi approvati indicano tutte le spese ma non includono ancora circa 950 milioni di euro già previsti tra Stato e Regione che serviranno a coprire il fabbisogno. A Modena il disavanzo iniziale è di 88 milioni per l’Ausl e 50,9 milioni per l’Azienda ospedaliero universitaria, numeri che non rappresentano la situazione finale perché includono tutti i costi ma non ancora tutte le entrate. Il dato più concreto è che il deficit stimato è in calo rispetto all’anno scorso, segno di un contenimento dei costi già in corso. Le spese però continuano a crescere in alcune aree chiave a partire da farmaci e dispositivi medici ma anche per effetto dei rinnovi contrattuali e dell’aumento del personale dipendente. Pesano inoltre i costi energetici, l’inflazione e gli investimenti in tecnologia e servizi. In aumento anche la spesa per prestazioni sanitarie legate a ricoveri specialistici e distribuzione diretta dei farmaci. Sul piano organizzativo le due aziende puntano a razionalizzare la rete sanitaria tra territorio e ospedali e a intervenire su liste d’attesa e accesso ai servizi, ma questi obiettivi si inseriscono in un quadro ancora condizionato dall’incertezza sulle risorse effettivamente disponibili. In sintesi, i conti migliorano sulla carta ma il raggiungimento del pareggio dipenderà dalla conferma e dall’assegnazione dei finanziamenti previsti nel corso dell’anno.