Dopo avere trascorso la notte in questura a seguito dell’arresto di ieri è stato accompagnato in tribunale da un cordone agenti della Polizia Municipale di San Possidonio che a fatica riuscivano a trattenerlo. Per sottoporsi al processo per direttissima  con l’accusa di tentata rapina, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Il 35 enne, italiano, con numerosi precedenti per violenza sui minori, che ieri che dopo l’ennesimo ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza, ha fatto irruzione presso il comando della Polizia Municipale di San Possidonio, aggredendo subito una delle vigilesse presenti, tentando di strapparle la pistola e colpendola al con pugni ripetute volte. Una furia scatenata anche ai danni di una seconda agente, rimasta ferita. “Devo uccidere una persona” ha affermato, scatenando il panico all’interno del comando. Scatta l’allarme, arrivano altri agenti in rinforzo. L’unico obiettivo è immobilizzare l’uomo e placare quella furia cieca che può sfociare in tragedia. Due agenti riescono ad immobilizzarl e a bloccare l’intento di afferrare la pistola. Viene portato questura a Modena. Dove ha passato la notte in cella di sicurezza. Questa mattina è stato portato davanti al giudice che lo ha condannato

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