C’è un momento, ogni anno, in cui Modena si ferma a guardare alle proprie radici. E’ oggi, alle 14.30, quando nel Duomo verrà aperta la tomba di San Geminiano, il Santo Patrono della città. Un gesto antico e solenne che accompagna la comunità verso il 31 gennaio, giorno dedicato al Patrono, nella data tradizionalmente indicata come quella della sua morte.
Le reliquie resteranno esposte alla venerazione dei fedeli fino al 7 febbraio, quando il sarcofago verrà nuovamente chiuso.
Nel raccontare la vita di un santo, il confine tra storia e leggenda è spesso sottile, soprattutto quando si parla dei primi secoli del cristianesimo. E San Geminiano non fa eccezione. Delle sue vicende storiche si sa poco: fu vescovo di Modena nel IV secolo e venne venerato come santo già nel Medioevo. Il resto appartiene alla tradizione e alla devozione popolare, che nei secoli hanno costruito l’immagine di un protettore capace di difendere la città nei momenti più difficili. Dalla nebbia miracolosa che avrebbe fermato gli Unni di Attila nel 452, fino agli assedi e alle invasioni scampate, Modena ha sempre affidato al suo patrono il proprio destino. Episodi che, ancora oggi, rendono San Geminiano una figura centrale per l’identità e la memoria collettiva della città.

SAN GEMINIANO, VERSO L’APERTURA DELLA TOMBA DEL SANTO VESCOVO
Nella cripta del Duomo il sarcofago contenente le reliquie del Santo Vescovo da questo pomeriggio saranno esposte alla venerazione dei fedeli.






































