Un altro vizio formale fa slittare ancora la decisione del giudice sull’archiviazione delle accuse di tortura da parte degli agenti di polizia penitenziaria durante i tragici fatti accaduti sei anni fa al carcere di Sant’Anna. Oggi in Tribunale a Modena, davanti a una ventina di uomini in divisa, si è svolta una nuova udienza che si è conclusa con un ulteriore rinvio, a causa di un problema di notifica. Si tornerà in aula il 14 aprile, quando il giudice sarà chiamato a decidere se archiviare la vicenda o proseguire le indagini sulle responsabilità degli agenti accusati dai detenuti di aver usato metodi violenti e vere e proprie torture. La Procura di Modena ha presentato due volte richiesta di archiviazione. Secondo gli avvocati che difendono gli agenti non ci sarebbe alcun dubbio che la tragica morte dei nove detenuti, avvenuta l’8 marzo del 2020, sia legata alla massiccia assunzione di metadone, sottratto dai carcerati stessi dall’infermeria durante le concitate fasi della sommossa. Secondo i legali dei detenuti invece, ci sono ancora molti punti da chiarire e per questo hanno presentato una memoria per chiedere approfondimenti su alcuni referti medici e sulla dinamica dei fatti. La vicenda, a distanza di sei anni, resta quindi ancora aperta.