Parte l’operazione della Guardia di Finanza contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti. Le Fiamme Gialle hanno incrementato i controlli sull’intera filiera per prevenire aumenti ingiustificati, in tutte le fasi di commercializzazione, ma anche per far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali o il ricorso a canali illeciti di approvvigionamento in un momento in cui, con il nuovo conflitto in Medio Oriente, i prezzi hanno subito forti oscillazioni. A Modena è stata Federconsumatori a segnalare subito un’impennata dei costi, che nei giorni scorsi ha interessato soprattutto il diesel: il prezzo alla pompa in diversi distributori ha quasi sfiorato la soglia dei 2 euro al litro. In particolare, a Secchia Ovest il costo si è attestato sui 1,912 euro al litro, mentre a Campogalliano Est è arrivato a 1,919 euro al litro. Paradossalmente, in città alcune pompe hanno raggiunto prezzi superiori addirittura a quelli dell’autostrada, notoriamente più cari. Una stangata per le tasche dei modenesi, non solo al momento del rifornimento al distributore: essendo il gasolio il carburante più utilizzato dagli autotrasportatori, il rischio è quello che la fiammata dei prezzi del diesel si riverberi sui prodotti trasportati su gomma agli scaffali dei negozi. Anche le sigle Faib e Fegica, a rappresentanza dei benzinai, hanno alzato i riflettori su possibili speculazioni lungo la filiera, sottolineando come gli aumenti siano stati immediati dopo l’annuncio dello scoppio del conflitto, nonostante il carburante sia stato acquistato settimane prima. Proprio queste segnalazioni hanno dato il la a controlli intensificati da parte della Guardia di Finanza su eventuali anomalie