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Eataly, il 20% passa alla Tamburi Investment


Lo slow food di massa sposa la grande finanza Obiettivo (già noto): la Borsa entro il 2017

E alla fine il movimento slow food, o quanto meno la sua ultima e per alcuni discutibile rappresentazione, incontrò il promesso sposo, ovvero il mondo della finanza. Tamburi Investment Partners, tramite il veicolo societario Clubitaly, ha acquisito un quinto di Eataly, per 120 milioni di euro. A vendere, la holding Eatinvest, controllata dalla famiglia di Oscar Farinetti, l’imprenditore piemontese che fondò nel 2003 la catena globale di grandi ristoranti dedicati ai prodotti tipici tricolori. Isabella Seragnoli, facoltosa imprenditrice bolognese, le Generali, gli Angelini, ovvero la dynasty dei farmaci e dell’igiene intimo, e una fiduciaria gestita ancora dal Leone triestino: non mancano nomi di peso, nel capitale della Tamburi, che non è un fondo di investimento, bensì una holding, e pure una merchant bank, quotata a Milano. Piazza Affari, del resto, è l’obiettivo a medio termine, già più volte dichiarato, di Farinetti, imprenditore grande amico di Matteo Renzi e anzi simbolo del renzismo in economia. «I soci di Eataly», si legge in una nota, «hanno condiviso con Tamburi l’obiettivo di quotare la società in Borsa nel 2016/2017, subordinatamente alle condizioni dei mercati finanziari, al fine di rendere Eataly anche una public company globale che, pur con un profilo sempre più internazionale, possa continuare a rappresentare l’Italian lifestyle con ancora maggior forza grazie ai benefici finanziari e di visibilità della quotazione». Le future valorizzazioni di Eataly che emergeranno al momento dello sbarco in Borsa o comunque da operazioni effettuate in futuro, anzi, possono determinare un aggiustamento delle quote tra i due attuali azionisti o far scattare un particolare meccanismo di profit sharing. Eatinvest, in ogni caso, reinvestirà nella propria creatura una parte delle risorse incassate con la parziale vendita. Eataly, per l’anno in corso, punta a un fatturato consolidato di circa 400 milioni di euro, esclusi i punti vendita in franchising, con un Ebitda di circa 45 milioni. Nel periodo 2010-2013, il primo parametro ha registrato una crescita media annua di oltre il 33%, il secondo di oltre il 75%. Per il 18 marzo prossimo, inoltre, è confermata l’apertura di un punto vendita di 5.500 metri quadrati al Teatro Smeraldo di Milano. Tra le prossime scommesse, la ‘Disneyland del cibo’ che dovrebbe sorgere alla periferia di Bologna entro poco più di un anno.

Matrimonio Chiquita-Fyffes Nuovo colosso nelle banane


Nasce il colosso mondiale delle banane. Chiquita Brands International, il gruppo americano che ha portato le banane con il sigillo blu in tutto il mondo, ha annunciato ieri la fusione con lo storico concorrente, l’irlandese Fyffes. La nuova società si chiamerà ChiquitaFyffes e avrà un fatturato globale da 4,6 miliardi di dollari, generato dalla vendita di 160 milioni di scatole all’anno, con una presenza operativa in oltre 70 Paesi e una forza lavoro di circa 32mila unità. Ed Lonergan, ceo di Chiquita, ha parlato di «partnership strategica che unisce due aziende complementari»: Chiquita, con sede a Charlotte, ha una forte presenza negli Stati Uniti, mentre Fyffes ha l’Europa come mercato ‘core’. L’accordo prevede che la nascitura società abbia sede a Dublino e che sia quotata sul New York Stock Exchange. Le stime parlano di risparmi possibili per 40 milioni di dollari lordi dalla fusione, che deve comunque ancora essere approvata dalle assemblee straordinarie negli Stati Uniti e in Irlanda. Gli attuali azionisti delle due società dovrebbero dividersi a metà la torta azionaria del nuovo gruppo. Attraverso la fusione, la nuova società supererebbe di un quarto le vendite dei loro principali rivali, Dole e Del Monte. Non solo: ChiquitaFyffes diventerebbe anche il terzo produttore e distributore al mondo di meloni e ananas. Fyffes è il più grande importatore di banane in Europa e la più antica industria di marca, risalente al 1929. In Irlanda molti prendono a pretesto la presenza del grande gruppo per ironizzare sul fatto che il Paese sarebbe una ‘repubblica delle banane’. Il presidente del gruppo, David McCann, diventerà l’amministratore delegato della ChiquitaFyffes, mentre Lonergan ne sarà il presidente. I celebri bollini blu e verde, rispettivamente di Chiquita e Fyffes, non saranno cambiati e i consumatori non si accorgeranno della differenza.

Lega: Basta con i personalismi Sosteniamo Modesto Amicucci


CASTELFRANCO – Uniti si vince, e su questo presupposto la Lega Nord di Castelfranco lancia un appello a tutte le forze di centrodestra per ritrovare unità e presentarsi compatti alle prossime elezioni amministrative. «Bisogna convergere su un candidato proveniente dalla società civile, terzo ai partiti, dotato delle competenze e capacità per poter gestire il Comune e che racchiuda quei valori di onestà, legalità ed umiltà da mettere al servizio di tutti – riferiscono Giorgio Barbieri e Cristina Girotti, presidente e vicesegretario della sezione Lega Nord -. Insomma un nuovo modo di governare, per risollevare la nostra Castelfranco dalle paludi politiche ed economiche di decenni di devastante potere della sinistra. Da sempre a Castelfranco è al “governo” la sinistra con i suoi vari “cespugli” ora presenti anche al suo interno (renziani, cuperliani, civatiani ecc…). E’ giunta l’ora di dare una svolta. Il cambiamento è realizzabile e possibile, ma solo se si accantoneranno individualismi e protagonismi. Personalismi totalmente perdenti ed unicamente manifestati per divenire consigliere comunale d’opposizione». Per il Carroccio «occorre mettere da parte interessi di singoli, di pochi o di partiti e guardare al futuro per il bene di tutti garantendo il rispetto delle tradizioni, degli ideali e dei veri valori della nostra gente, massacrata per anni da politiche devastanti delle tasse, imposte dalle varie giunte di sinistra. Auspichiamo che tutto il centro-destra e non solo, ma anche e soprattutto la società civile Castelfranchese, converga su questa scelta di coalizione che sicuramente è l’unica che può garantire ciò di cui Castelfranco e i cittadini hanno bisogno. Auspichiamo che: Fratelli d’Italia, Nuovo Centro Destra e Unione di Centro convergano verso questa soluzione! Tutti insieme per una grande coalizione, che metta al centro gli interessi di tutti i Castelfranchesi ed è per questo che siamo decisi a sostenere la candidatura a sindaco a Modesto Amicucci».

Cadavere ritrovato nel fiume per la famiglia non è suicidio


VIGNOLA – La famiglia di Massimo Grandi, il 54enne di Vignola scomparso di casa martedì scorso e ritrovato cadavere nel Panaro sabato pomeriggio, non crede che il loro caro possa essersi suicidato. Per questo motivo hanno chiesto di effettuare l’autopsia sul corpo dell’uomo,prevista per oggi, per capire come sono andate veramente le cose. «Ci sono molti aspetti che non mi tornano – spiega Elisa, la giovane figlia che sin dal primo momento si è battuta per ritrovare il padre attraverso volantini e appelli su facebook -, non credo proprio che abbia compiuto quel gesto così tragico. Innanzitutto mio padre è stato ritrovato senza maglia e senza giubbotto, caso strano perché se veramente si fosse suicidato martedì, non sarebbe stato in acqua così tanto tempo da permettere alla corrente di portargli via i vestiti. E poi anche il punto in cui è stato trovato non mi torna. Secondo quanto mi è stato riferito è impossibile che sia arrivato in quel punto in così breve tempo, dal momento che la corrente del fiume in quei giorni non era forte». Anche un altro particolare non quadra alla ragazza: la macchina. L’auto del padre, una Mazda due, è stata ritrovata nel parcheggio di Vignola sotto a un ponte, «ma l’hanno ritrovata solo giovedì – specifica – lui è scomparso martedì. Se si fosse veramente suicidato martedì l’auto doveva essere già lì da quel giorno. E invece prima di giovedì nessuno ha notato l’auto parcheggiata sotto il ponte». Infine un particolare che solo l’amore di una figlia può esprimere: «Se veramente avesse voluto uccidersi – spiega – non l’avrebbe mai fatto senza prima lasciarmi un biglietto, una frase. Eravamo legatissimi, non l’avrebbe mai fatto». Per questo motivo i familiari cercano ora dall’autopsia una risposta al mistero. La verifica sul corpo sarà effettuata oggi, non si sa ancora se in mattinata o nel pomeriggio, poi sarà fornita qualche risposta alla famiglia. I parenti non hanno creduto all’estremo gesto nemmeno al momento della scomparsa di Massimo. La figlia infatti parlò con i colleghi di lavoro del padre e nessuno le riferì di turbamenti o preoccupazioni.

Militari in azione recuperate auto e una cassaforte


VIGNOLA – I carabinieri di Vignola e della Stazione di Guiglia nel corso di un servizio di controllo del territorio operato in collaborazione, hanno rinvenuto l’altra notte un’auto abbandonata utilizzata per scopi criminali, risultata rubata giorni scorsi in Empoli; verosimilmente. riferiscono i militari, era destinata ad essere utilizzata da ignoti per la fuga. In aperta campagna è stata rinvenuta anche una cassaforte, abbandonata dai ladri evidentemente disturbati dall’intervento dei Carabinieri, con all’interno parte della refurtiva che sarà restituita al legittimo proprietario. Infine è stato contestato un ulteriore caso di guida in stato di ebrezza. Il conducente del veicolo, sottoposto ai controlli , risultava avere un tasso alcolimentrico superiore ai valori consentiti e, pertanto denunciato.

Stazione degradata e solo un’obliteratrice


Report sulla tratta Vignola-Bologna

Scintille tra Pd e vendoliani «Su Costantini non si discute»


SPILAMBERTO – Le accuse di Sel in merito allo svolgimento delle primarie del 2 marzo (troppi stranieri al voto, circa 460 su 2000 votanti e sostenitori del centrodestra nei seggi) fanno infuriare il Pd, tanto che è a rischio l’appoggio dei vendoliani ad Umberto Costantini, il vincitore delle consultazioni. Secondo Sel, considerate le presunte irregolarità del voto, Costantini dovrebbe gettare la spugna e fare come se non fosse stato eletto. «Siamo sorpresi – commenta Maurizio Tonozzi, segretario del circolo Pd spilambertese -. Abbiamo condiviso insieme a Sinistra ecologia e libertà un percorso e il quadro programmatico alla base di esso. Sel ha poi avviato un percorso nel quale ha deciso di appoggiare uno dei due candidati (Barozzi, ndr.) conoscendo e condividendo il principio per cui si deve sostenere ed appoggiare il candidato che sarebbe uscito vincitore dalle primarie. Dalle primarie del 2 marzo scorso è uscito vincitore Umberto Costantini, e di conseguenza è lui il candidato sindaco per le elezioni di maggio della coalizione proponente le primarie (di cui Sel fa parte). Singolare è ora la posizione per la quale si chiede praticamente di annullarne la validità». La stessa Barozzi, uscita sconfitta dalle primarie, ha riconosciuto la vittoria di Costantini e non intende contestare lo svolgimento del voto. «Cosa si sarebbe pensato e detto – continua Tonozzi – dopo le scorse primarie a sindaco di Genova e Milano, dove hanno vinto candidati appoggiati da Sel, se il Pd avesse tenuto lo stesso atteggiamento che ora loro vogliono tenere a Spilamberto? Come sarebbe stata giudicata una scelta tale qualora il Pd si fosse defilato dalla coalizione nelle due grandi città dopo l’esito delle primarie?» «A Spilamberto – conclude la nota del Pd – ora non resta che lavorare per creare una squadra composta da personalità valide, riconoscibili, competenti e di spiccato peso politico con Costantini candidato sindaco».

Venerdì termina la fase dell’emergenza rifiuti


La fase di emergenza per la raccolta rifiuti nella zona di San Matteo e Albareto di Modena e nei comuni di Bastiglia e Bomporto terminerà venerdì. Dopo quella data si ritornerà alla gestione ordinaria dei rifiuti. Sono infatti tutti attivi i centri di raccolta comunali in cui è possibile recarsi per il conferimento dei rifiuti differenziati ed è possibile avvalersi delle abituali modalità di raccolta a domicilio attivate nei singoli comuni. I cittadini e le attività produttive che vivono ancora situazioni particolari di criticità e che hanno ancora bisogno di smaltire rifiuti urbani derivanti dalla rottura dell’argine di Secchia del 19 gennaio scorso possono comunque richiedere un servizio personalizzato al proprio Coc – Centro Operativo Comunale (per Modena il numero è 059/2033745) entro e non oltre il 14 marzo. Le richieste saranno valutate dai tecnici dei Coc comunali, in collaborazione con Hera, che stabiliranno un’agenda per l’impegno dei volontari e dei mezzi di protezione civile più idonei per la pulizia e svuotamento di abitazioni e luoghi di lavoro.

Temi caldi


Il dibattito sulla conservazione ‘autologa’

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