Scrutinio segreto sulla parità di genere, il Pd si spacca Deputate in abito bianco per una battaglia bipartisan
Bocciati, uno dopo laltro e a scrutinio segreto, gli emendamenti a favore della parità di genere sulla legge elettorale. Così ieri a Montecitorio, dove si è riaperta la discussione sullItalicum, è fallita la battaglia bipartisan delle deputate, che si sono presentate vestite di bianco per ribadire la necessità di garantire la partecipazione femminile, aderendo a una proposta lanciata da Laura Ravetto. Tra le poche contrarie Daniela Santanchè, in abito rosa, oltre alle deputate grilline. Le donne hanno insistito per mettere comunque in votazione, quindi senza ritirarlo, lemendamento a prima firma Agostini, che è appoggiato da svariate deputate appartenenti a più schieramenti. Respinto con 335 no e 227 sì il primo emendamento sulla parità di genere. Respinto anche il secondo, 50 e 50 per i capilista, con 344 no e 214 sì. Spaccati i principali partiti. Lo scrutinio segreto era stato richiesto da 39 parlamentari di Fi, Fdi, Ncd e Udc. Tra le novità, anche leliminazione del cosiddetto Salva-Lega. In linea di massima, Forza Italia è contraria agli emendamenti sulle Quote Rosa per evitare ulteriori modifiche al testo di legge: «Non arriviamo da nessuna parte perché, nonostante le legittime pulsioni manifestate da molti parlamentari, né il Pd né Renzi hanno tuttora presentato a Berlusconi richiesta di ulteriori modifiche. Ma i tempi sono ormai stretti. E comunque, se noi ritenessimo che la corda è stata troppo tirata, non se ne farebbe nulla. Anzi, Berlusconi potrebbe rivendicare da Renzi la stessa generosità che lui ha dimostrato», ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, in unintervista a La Stampa. La speranza di Matteo Renzi era di far approvare il testo della riforma elettorale tra ieri sera e questa mattina, ma liter appare tuttaltro che scorrevole. Dopo una lunga serie di rinvii e di ritardi, il governo ieri ha rimesso il parere sulle quote rosa al volere dellAula: per evitare di essere battuto nel corso della votazione, lesecutivo non ha espresso un parere sullemendamento Agostini (Pd) che prevede una percentuale di 60 a 40 per i capilista. Libertà di coscienza da parte di tutti i partiti. La giornata è stata lunga, e le votazioni sono andate avanti fino a sera: nella mattinata di ieri, il relatore Francesco Paolo Sisto aveva chiesto di riconvocare i lavori non prima delle 14 perché «indispensabile un corposo approfondimento» da parte del governo e della commissione, che doveva riunirsi in sede di comitato dei 9 ieri mattina alle 9.45, ed è poi slittata. Sisto ha spiegato come a supportare la tesi dellincostituzionalità dellintroduzione delle quote rose vi siano alcune sentenze della Corte costituzionale: «Le leggi non si fanno su spinta emotiva, nè sulla base di pressioni anche garbate ma insistenti».