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mercoledì, Maggio 14, 2025
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Denunciò violenze, Manning trasferito in altro carcere


    Da un carcere di massima sicurezza dei Marines a una prigione (teoricamente) più umana, di media sicurezza. Pur negando che il trasferimento sia frutto delle crescenti pressioni internazionali, il Pentagono ha deciso di trasferire Bradley Manning, il soldato americano accusato di aver passato a Wikileaks centinaia di migliaia di documenti segreti, al carcere di Fort Leavenworth, in Kansas. Manning si trovava nella durissima prigione della base di Quantico, in un regime di massima sicurezza che secondo alcune organizzazioni di difesa dei diritti umani è simile alla tortura. Per otto mesi ha passato 23 ore al giorno isolato in una cella, consumando i pasti da solo, incatenato quando veniva spostato, e dovendo dormire praticamente nudo la notte, ufficialmente per evitare che potesse ferirsi o suicidarsi. Come ha spiegato Jeh Johnson, il responsabile legale del Pentagono, Manning avrà un regime di detenzione meno duro e potrà avere contatti con gli altri detenuti. In queste ultime settimane, si sono moltiplicate le pressioni sulle autorità americane, anche perchè era stato negato il diritto di visita a un inquirente dell’Onu.

    Frontiere Ue: ok alla revisione di Schengen


      Il collegio dei Commissari Ue ha dato via libera alla bozza di comunicazione sull’immigrazione preparata da Cecilia Malmstrom. Tra i punti qualificanti c’è il rafforzamento di Frontex e una nuova governance di Schengen. Il documento sarà approvato dalla Commissione il prossimo 4 maggio. Il meccanismo prevede un maggior ruolo della Commissione nella valutazione dei rischi alla frontiera esterna, anche di fronte a flussi migratori. L’obiettivo è far sì che «l’Ue possa gestire la situazione quando uno Stato membro non rispetta i suoi obblighi nel controllare il suo settore della frontiera esterna o quando una particolare porzione della frontiera esterna finisca sotto inattesa e pesante pressione dovuta a eventi esterni». Nel documento si osserva che «una risposta coordinata da parte dell’Unione in queste situazioni critiche «accrescerà la fiducia fra Stati membri» e «ridurrà la necessità di iniziative unilaterali per reintrodurre i controlli alle frontiere o intensificare i controlli di polizia». Secondo quanto spiegato da fonti europee, i commissari hanno trovato l’accordo sull’idea di una frontiera esterna che possa «arretrare» quando un paese di fatto dichiarata di essere al «collasso» di fronte alla pressione di un flusso migratorio incontrollabile. Punto di partenza del dibattito è la questione, aperta da mesi, dell’opposizione franco-tedesca dell’ingresso di Bulgaria e Romania nello spazio Schengen. Con la revisione della governance di fatto diventerebbe possibile la creazione di una «rete di protezione».

      Nucleare, il Senato ferma centrali e referendum


        L’emendamento del governo che sotterra il programma nucleare italiano abroga di fatto le norme oggetto del referendum che, quindi, è inutile. Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, va in aula al Senato a cantare il de profundis dell’atomo e incassa il primo sì all’emendamento al decreto omnibus che, spiega il governo, sostituisce la richiesta di moratoria di un anno, sancisce l’abbandono del piano energetico nucleare definito nella legge del 2009 e, appunto, abroga le norme oggetto del referendum di giugno. La Cassazione, comunque, attende la pubblicazione del decreto prima di prendere una qualsiasi decisione. Il ministro ha spiegato che «il quadro è drammaticamente cambiato e coerenza vuole che la riflessione tempestivamente aperta nel nostro Paese si tramuti in una strategia di revisione del programma». Allo stesso tempo, tuttavia, Romani ha ribadito l’importanza degli stress test sulle centrali europee esistenti, aggiungendo che «il quadro di compatibilità nucleare per l’Italia potrà essere chiaro solo dopo alcuni passaggi», in particolare la definizione dei «nuovi criteri che saranno stabiliti in Europa». Quanto al referendum, a giudizio di Romani sarebbe stato sbagliato chiamare i cittadini a scegliere «fra un programma di fatto superato o una rinuncia definitiva sull’onda dell’emozione», ma «senza avere sufficienti elementi di chiarezza». Inoltre un esito abrogativo del referendum «avrebbe messo decisamente in secondo piano le nostre posizioni, le richieste, le pressioni con cui vogliamo garantire sicurezza al nostro Paese». Il lavoro, adesso, sarà allora tutto per la definizione della nuova strategia energetica con il potenziamento delle infrastrutture, il sostegno alla ricerca e la promozione delle rinnovabili. Proprio ieri però i metalmeccanici del fotovoltaico hanno incrociato le braccia per il primo sciopero del settore, protestando contro il taglio degli incentivi deciso dal governo a marzo. Nel frattempo, ha in ogni caso sottolineato il presidente dell’Agenzia per la sicurezza, Umberto Veronesi, la ricerca italiana non deve fermarsi, «e non rimanga così esclusa dall’evoluzione scientifica del mondo civile». . Un auspicio condiviso anche dall’ad dell’Eni, Paolo Scaroni, il quale si è augurato che «lo stop del nucleare non sia definitivo perchè la tecnologia di oggi è molto diversa da quella della centrale di Fukushima».

        Uccisa una 29enne ad Ascoli, sul corpo anche una svastica


          Vira sull’horror il giallo di Carmela Rea, detta Melania, 29 anni, scomparsa il 18 aprile, quando si era allontanata dal pianoro di Colle San Marco di Ascoli Piceno, dove era salita con il marito Salvatore Parolisi, sottufficiale dell’esercito in servizio al 235/o Reggimento Piceno, e la loro bambina di 18 mesi. Dopo due giorni di ricerche, il suo cadavere sfigurato è stato trovato ieri pomeriggio, dopo una telefonata anonima, a Ripe di Civitella, in provincia di Teramo, a 18 Km dalla zona della scomparsa, nei pressi di un’area militare usata per le esercitazioni di tiro. La gola squarciata, sul corpo lividi e segni di percosse, una siringa infilata sul collo forse in un tentativo di depistaggio. Chi l’ha uccisa avrebbe anche infierito sul cadavere, incidendo segni e simboli nella carne, compresa una svastica, mentre non ci sarebbero segni di violenza sessuale. La salma è stata trovata in una zona boscosa, a qualche centinaio di metri da una deviazione lungo la strada provinciale 35 che conduce verso un chiosco. Una zona troppo lontana dal pianoro di Colle San Marco perchè Carmela-Melania ci sia arrivata da sola.

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