Nel video, l’intervista al Prof. Sergio Teggi, Responsabile scientifico Osservatorio Geofisico
Due secoli di osservazioni, ricerca e servizio alla comunità scientifica: si celebra quest’anno il bicentenario dell’Osservatorio Geofisico di Modena, una delle stazioni meteorologiche storiche più longeve al mondo. Fondato il 14 gennaio 1826 per volontà del Duca Francesco IV d’Este, l’Osservatorio conserva dal 1830 una serie continua di dati meteorologici di straordinario valore scientifico, riconosciuta a livello internazionale. Per valorizzare questa eccellenza del territorio modenese, l’Università di Modena e Reggio Emilia ha promosso un ricco programma di iniziative scientifiche, formative e divulgative, rivolte sia alla comunità accademica sia alla cittadinanza. Tra gli appuntamenti più attesi, la giornata di sabato 17 gennaio, durante la quale oltre 300 persone parteciperanno alle visite guidate presso la sede storica dell’Osservatorio, situata nel torrione di levante del Palazzo Ducale. Riconosciuto come una risorsa scientifica di rilevanza mondiale, nel 2020 l’Organizzazione Meteorologica Mondiale lo ha ufficialmente inserito tra le Long-Term Observing Stations, a testimonianza della continuità e dell’affidabilità delle sue misure. Il bicentenario non rappresenta quindi soltanto una ricorrenza celebrativa, ma il riconoscimento di un’istituzione che da duecento anni osserva, misura e interpreta il clima del territorio modenese, coniugando la memoria storica con la ricerca scientifica sulle grandi sfide ambientali del presente e del futuro.






































