È finito in manette nell’ambito della maxioperazione di polizia di mercoledì il custode dell’area situata nei pressi del mercato ortofrutticolo di Vignola. Si tratta del luogo dove avevano trovato rifugio i membri della banda impegnata a pianificare l’assalto a un convoglio di portavalori sull’A1, sventato dagli agenti della Squadra Mobile e dalle teste di cuoio. L’uomo, incaricato della gestione dei due capannoni e dello spazio verde circostante, dovrà ora chiarire la natura dei suoi rapporti con il gruppo. L’ipotesi è che abbia favorito il lavoro della banda che proprio in uno dei capannoni aveva adibito una base logistica. Il proprietario del terreno gli aveva affidato la manutenzione dell’area dandogli pieno accesso a tutte le strutture. Ma da deposito di attrezzi e strumenti agricoli, uno degli edifici era stato trasformato in un sito di stoccaggio di armi da guerra e strumenti per preparare l’attacco in autostrada, da chiodi da gettare sull’asfalto, a taniche di benzina, passando per numerosi indumenti per travisare i volti dei rapinatori. Le indagini della polizia proseguono per riuscire a ricostruire con esattezza tutto l’operato della banda, composta da persone provenienti da Cerignola e Foggia e da un albanese, cercando di capire se qualche locale l’abbia agevolato. Il capannone usato come base non è completamente isolato, ma è immerso in una conca nel terreno circondata da un cordone di vegetazione che rende difficile vedere eventuali movimenti in entrata e in uscita. Una zona quindi strategica, individuata forse con l’aiuto di qualcuno del posto.

OPERAZIONE A VIGNOLA, ARRESTATO IL CUSTODE DELL’AREA
È stato tratto in arresto il custode dell’area di Vignola utilizzata dal gruppo di rapinatori fermata mercoledì. Dovrà chiarire agli inquirenti la natura dei propri rapporti con la banda





































