Condanna a vita per Raffaele Esposito. Il cuoco di Savignano sul Panaro accusato di tre diversi reati a sfondo sessuale, tra cui l’omicidio della prostituta rumena Nicoleta Neata Vasilica è stato condannato all’ergastolo. L’uomo nell’arco di dieci giorni, oltre ad aver ucciso a bastonate e poi dato alle fiamme il corpo della lucciola, si è reso responsabile di un tentato stupro a Zocca ai danni di una conoscente e di un tentato sequestro di persona, avvenuto in pieno giorno a Savignano sul Panaro, nei confronti di una ragazza di 18 anni. Dieci giorni di follia che hanno fatto emergere un profilo da maniaco seriale caratterizzato da un profondo odio verso le donne. Esposito prima di finire in carcere viveva in paese insieme alla compagna e alle due figlie di lei e lavorava come cuoco nell’agriturismo il Mulino. Durante gli interrogatori ha ammesso la responsabilità della violenza sessuale ma ha sempre negato l’omicidio, dichiarando invece di aver assistito all’uccisione della donna avvenuta per mano di due uomini stranieri. Il processo di primo grado si è svolto con il rito abbreviato. Le accuse di Tentato sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio con distruzione di cadavere hanno fatto propendere il giudice per il carcere a vita.

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