Nel video l’intervista all’avvocato Simone Agnoletto
Prenderà il via il 15 maggio davanti alla Corte d’Assise il processo a carico del 30enne brasiliano accusato di aver ucciso Giovanni Iacconi, il 54enne trovato senza vita ad Acquabuona di Pavullo. Rigettata quindi la richiesta del legale difensore del giovane ad oggi ancora latitante. L’avvocato Simone Agnoletto aveva contestato proprio il decreto di latitanza emesso nel 2024, sostenendo che le ricerche non fossero state sufficientemente esaustive per individuare e rendere edotto il sospettato delle accuse a suo carico. Il corpo di Giovanni Iacconi, avvolto in un lenzuolo e celato sotto al letto, era stato trovato dal fratello Romano, il 20 gennaio di due anni fa. Dall’autopsia era emerso che la vittima fosse stata soffocata. Le indagini dei Carabinieri hanno portato a individuare il giovane brasiliano come principale sospettato. I due sarebbero stati visti insieme più volte e avrebbero passato il Capodanno nella casa di Acquabuona, giorno in cui, secondo le ricostruzioni, Iacconi è stato ucciso. Il 30enne è accusato di omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere, rapina aggravata e indebito utilizzo di carte di credito, prelevate a Iacconi e utilizzate proprio in Brasile.






































