Prosegue l’inchiesta sull’omicidio avvenuto domenica a Castelnuovo Rangone, dove un uomo di 89 anni, Eros Canepari, ha ucciso la figlia Monica, 63 anni, nella loro abitazione di via per Formigine. L’anziano si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato, ma potrebbe essere trasferito nelle prossime ore in una struttura più idonea alle sue condizioni di salute. Ieri mattina l’uomo ha incontrato il proprio legale che ci ha spiegato che il suo assistito non era lucido al momento del terribile gesto e che poi successivamente non è stato in grado di ricostruire quanto accaduto domenica pomeriggio. Al momento, dunque, non riuscirebbe a fornire una spiegazione del gesto. Domani mattina, nel carcere di Sant’Anna, l’uomo apparirà davanti al Gip e al pubblico ministero, che coordina l’inchiesta, per essere interrogato. Il PM, sempre secondo quanto riferito dal difensore, potrebbe chiedere una perizia psichiatrica.
Secondo quanto ricostruito finora, l’aggressione sarebbe avvenuta intorno all’ora di pranzo. La vittima viveva con i genitori e da tempo si occupava di loro, entrambi affetti da gravi problemi di salute. Anche la moglie dell’anziano, presente in casa al momento dei fatti, non si sarebbe resa conto di quanto stava accadendo.
Gli inquirenti stanno ora approfondendo lo stato di salute psichica dell’uomo e la sua capacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio. Canepari era seguito dal centro di salute mentale e nei mesi scorsi si era presentato spontaneamente dai Carabinieri per consegnare un’arma legalmente detenuta, proprio a causa delle sue condizioni. I vicini descrivono la famiglia come molto riservata, senza precedenti segnalazioni di conflitti o minacce.







































