Nel video l’intervista a Francesco Critelli, Consigliere regionale Emilia-Romagna

 

È stato fermato dopo una fuga di 27 ore Marin Jelenic, il 36enne croato ritenuto il killer di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni ucciso con una coltellata all’addome la sera del 5 gennaio nel parcheggio riservato ai dipendenti della stazione di Bologna Centrale. La cattura è avvenuta intorno alle 21 di ieri davanti alla stazione di Desenzano del Garda, al termine di una serrata caccia all’uomo condotta dalla Squadra Mobile e dalla Polfer.
L’omicidio fa tornare in primo piano il tema della sicurezza in ambito ferroviario, nel giorno del 21esimo anniversario della strage di Crevalcore. Senza documenti, Jelenic è stato identificato grazie alla comparazione delle impronte digitali. Senza fissa dimora e noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a ubriachezza molesta, resistenza e porto di coltelli, era conosciuto come “l’uomo delle stazioni”, abituato a spostarsi tra gli scali del Nord Italia. L’accusa nei suoi confronti è quella di omicidio volontario aggravato. Le indagini hanno ricostruito nel dettaglio la dinamica del delitto. Ambrosio era arrivato a Bologna alle 17.39 e stava parlando al telefono quando Jelenic ha iniziato a pedinarlo, seguendolo per alcuni minuti dal binario fino al vicoletto che conduce al parcheggio aziendale, dove è avvenuta l’aggressione mortale. Jelenic gli avrebbe sferrato una sola coltellata alle spalle, risultata fatale. Il capotreno è stato trovato agonizzante in una pozza di sangue ed è morto poco dopo per arresto cardiaco. Jelenic subito dopo, è tornato in stazione e ha preso un regionale veloce per Milano, comportandosi come se nulla fosse. Durante il viaggio sembra abbia infastidito i passeggeri ed è stato fatto scendere a Fiorenzuola. E’ stato identificato e poi rilasciato, perché non ancora segnalato come soggetto ricercato. Dopo alcuni avvistamenti a Milano, la sua fuga si è conclusa a Desenzano. Il movente dell’omicidio resta ancora ignoto.