Nel video, l’intervista a Roberto Ghini, Avvocato di Mohamed Gaaloul
“Indizi assolutamente pregnanti e univoci” che “attenuano fortemente l’importanza dell’esclusione delle piste alternative”. Con queste motivazioni la Corte d’Assise di Modena ha spiegato la condanna a trent’anni di carcere inflitta a Mohamed Gaaloul per l’omicidio di Alice Neri, giovane mamma di Ravarino, uccisa nelle campagne di Concordia nel novembre 2022. Le motivazioni della sentenza, pronunciata il 23 luglio scorso, sono state depositate ieri. Un documento di oltre 240 pagine, all’interno del quale i giudici ricostruiscono l’intera vicenda e ribadiscono che la responsabilità dell’imputato si fonda su un quadro indiziario ritenuto solido e convergente. Viene sottolineato che Gaaloul è stato l’ultimo a essere visto con la vittima, che aveva familiarità con il luogo del delitto e che sul posto sono emerse tracce biologiche e materiali ritenute rilevanti. A una prima lettura, secondo l’avvocato Roberto Ghini, emergerebbero perplessità sia nella ricostruzione dei fatti sia nella valutazione delle prove. La difesa contesta l’attenuazione delle piste alternative da parte dei magistrati e la mancata individuazione del movente. L’avvocato di Gaaloul ha annunciato il ricorso in Appello. L’avvocato Cosimo Zaccaria difensore della famiglia vittima al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni ritenendo la sentenza estremamente ampia ed articolata che merita di essere letta con rispetto e ponderazione.







































