Alla polisportiva Modena est in tanti ad ascoltare il leader dei ribelli usciti dal Pd

di Giuseppe Leonelli

C’è la sinistra Pd storica: da Paolo Trande a Cecilia Guerra all’ex ministro Vincenzo Visco. Dall’ex capogruppo Michele Andreana a Francesco Rocco, da Giuliano Barbolini a Daniele Sitta. E poi tanti ex Sel: Massimo Mezzetti, Cugusi, Bosi. La sinistra fuoriuscita dal Pd si è riunita oggi intorno a Pierluigi Bersani alla polisportiva Modena est. Sulle note della locomotiva di Guccini Bersani intervistato da Chiara Geloni (giornalista bersaniana doc) ha iniziato attaccando frontalmente Renzi. ‘E’ inutile che Renzi cerchi un regista per la disgregazione del Pd. E’ lui il regista, ha fatto tutto da solo. Ci ho provato in tutti i modi a dialogare ma è stato tutto inutile. La sua fuga all’ultima assemblea Pd ne è stata l’ultima dimostrazione’. E con questa frase lo storico leader Pd certifica dal palco di Modena la fine di quel partito voluto da Veltroni al Lingotto il 27 giugno 2007. A introdurre il ‘compagno di Bettola’ e’ stata la senatrice Cecilia Guerra. Unica leader modenese a seguire il cuore, a seguire il ribelle Bersani. Hanno scelto la strada sicura del ‘covo Pd’ tanti ex fan di Pierluigi: da Bonaccini a Muzzarelli, da Baruffi a Vaccari, dai consiglieri regionali Campedelli e Sabattini fino alla Kyenge. Tutti assenti. Nessuno di loro si è presentato alla Modena Est del ‘sindaco’ Fausto Cigni.
E le parole di Bersani dal palco vintage con tendoni gialli sono quel ‘qualcosa di sinistra’ tanto auspicato da Moretti. ‘I vaucher li dobbiamo togliere noi se no li toglie la destra. Basterebbe fare una cosa di buon senso: facciamoli tornare a quello per il quale erano nati. Oggi col loro abuso si è sbarellato completamente. Serve una norma doverosa per ridurre il loro uso ai lavoretti. Se non faremo una legge di riforma sono per appoggiare il referendum’. E poi l’attacco alla destra. Già la destra ed è questo il primo spauracchio sventolato da Bersani. ‘Se non creiamo un campo largo di centrosinistra diamo spazio alle destre che sono in ascesa nel nostro Paese’. È ancora un attacco a Renzi sul fronte economico: ‘Siamo riusciti a ridurre gli investimenti e aumentare il debito nonostante le condizioni economiche generali favorevoli. Sule liberalizzazioni le ultime cose serie sono quelle del 96: tutti i rottamatori a oltranza su questo cosa hanno fatto?’.
Frasi che la platea ha a lungo applaudito. Una platea fatta prevalentemente di over 55. E questo, al di là del tutto esaurito alla cena dei 300 e passa (non quelli di Leonida), è un problema che il nuovo movimento di Bersani deve porsi.

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