È bastato un solo centimetro di neve per riportare Modena indietro di quarant’anni, al 1985, l’anno della “nevicata” per antonomasia. Allora, l’Osservatorio Geofisico registrò il record di freddo con -15,5 gradi e, tra l’8 e il 17 gennaio, caddero 63 centimetri di neve. Un confronto che rende evidente quanto il clima sia cambiato: il 6 gennaio di quest’anno, alla stazione di Piazza Roma, si è depositato appena un centimetro. Una data “amica” della neve, quella dell’Epifania, per la nostra città, con 17 episodi misurabili dal 1830, anche se oggi le nevicate sono sempre più rare e fugaci. Per accumuli significativi bisogna tornare indietro al febbraio 2015, quando caddero esattamente 32 centimetri. Questo piccolo evento racconta però il paradosso del cambiamento climatico in atto: in un contesto di riscaldamento globale e di inverni mediamente più miti, gli esperti di Unimore spiegano come non siano affatto esclusi episodi estremi. L’aumento di energia e umidità in atmosfera, unito all’amplificazione artica che altera il comportamento del getto polare e favorisce la discesa di aria fredda verso le medie latitudini, può ancora creare le condizioni per eventi intensi. Sempre più rari, brevi e irregolari, ma potenzialmente più bruschi. Una volta archiviata la neve, l’attenzione si sposta sul rischio di gelate e gelicidio nelle prossime ore, soprattutto in Appennino, con la giornata di domani che sarà la più fredda della settimana. Nel fine settimana, è atteso un nuovo calo delle temperature, con valori sottozero tra domenica e lunedì, prima di una graduale risalita a partire da martedì.

NEVE E GELATE, UN INVERNO COSÌ NON SI VEDEVA DAL 1985
Un centimetro di neve caduto a Modena il 6 gennaio riporta alla memoria il 1985, anno della storica grande nevicata, e conferma come oggi gli episodi nevosi siano sempre più rari e irregolari a causa del cambiamento climatico.





































