Nel video le interviste a:
- Laura Curti, I Ricci Associazione Culturale
- Stefano Balboni, Cugino di Marina Balboni
- Patrizia Belloi, Portavoce della Conferenza Democratiche di Modena
Otto giovani donne, che potrebbero essere dieci, uccise da quella che si ipotizza essere la stessa mano; la mano del “mostro di Modena”. Delitti, consumati tra il 1985 e il 1995, per i quali ancora non esiste risposta, ma che ora potrebbero vedere una svolta. Ne sono convinti diversi familiari delle vittime e ne è certa l’Associazione culturale “I Ricci”, che ha promosso una raccolta firme per chiedere di riaprire il caso. Il plico di documenti, con oltre mille sigle, oggi è stato consegnato negli uffici della Procura per chiedere nuove indagini e scoprire la verità, attraverso strumenti e tecnologie che trent’anni fa ancora non esistevano. Giovanna Marchetti, Donatella Guerra, Marina Balboni, Claudia Santachiara, Fabiana Zuccarini, Anna Bruzzese, Anna Maria Palermo e Monica Abate: queste le vittime, tutte tra i 19 e i 32 anni, ancora senza colpevole. Donne che vivevano in condizioni di fragilità, giovani che non hanno avuto né futuro né giustizia.






































