Lesioni personali in concorso. Questa l’accusa di cui 7 persone, tutte di età compresa i 20 ed i 30 anni (molti dei quali conosciuti come esponenti della galassia antifascista modenese), dovranno rispondere davanti al giudice del tribunale di Modena.
Gli accertamenti della Digos hanno chiuso il cerchio sulla prima delle indagini seguita alla denuncia di aggressione presentata dal militante leghista modenese Andrea Nanetti, aggredito nella zona della pomposa il 26 luglio scorso, da un gruppo di persone che ne avevano condannato la sua passione per la lega e per il proprio leader Matteo Salvini e poi lo avevano reso bersaglio di un attacco fisico. Un gruppo deciso a passare dalle parole di odio ai fatti. Il 43 enne militante leghista, che poco prima aveva partecipato in piazza grande al corteo dei genitori di bimbi affidati, aveva raggiunto gli amici in zona Pomposa per concludere la serata in compagnia. Dove qualcuno, che probabilmente lo aveva seguito, ha deciso di agire. In una sorta di agguato. Avvicinandolo, offendendolo spintonandolo ed aggredendolo fisicamente, provocandogli numerose contusioni che hanno portato ad una prognosi di 13 giorni certificata al pronto soccorso. Nanetti era riuscito ad evitare il peggio entrando in un locale affollato, dove era riuscito a dare l’allarme alla Polizia di Stato, che da subito aveva attivato le ricerche dei responsabili. All’arrivo degli agenti il gruppo di era già diviso e dileguato. La ricostruzione dei fatti svolta con l’ausilio delle diverse telecamere di videosorveglianza presenti in zona ed incrociate con le testimonianze dei presenti ha permesso alla Digos di individuarne i responsabili e di contestare loro l’ipotesi di reato di lesioni personali in concorso

 

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