Nel video l’intervista a Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena e Nonantola

“Drone” non è una parola poetica. E oggi non è nemmeno neutra: evoca guerra, paura, tecnologia che colpisce dall’alto. È da qui che parte il Messaggio di Pasqua dell’Arcivescovo Erio Castellucci, scegliendo volutamente un’immagine scomoda per parlare del presente. I conflitti degli ultimi anni hanno trasformato questi strumenti in armi sempre più sofisticate e distruttive. Ma esiste anche un’altra realtà: quella dei droni impiegati per salvare vite. Come successo sul nostro appennino, dove i Vigili del fuoco ne hanno utilizzato uno per ritrovare un escursionista ferito e disperso. Lo stesso oggetto, dunque, può diventare simbolo di morte o di salvezza. È in questa contraddizione che si inserisce il cuore del messaggio pasquale. La Pasqua, ricorda l’Arcivescovo Erio Castellucci, è passaggio: dalla violenza alla vita, dalla paura alla speranza. Il Venerdì Santo rappresenta il culmine del male umano; la domenica di Risurrezione apre invece alla possibilità concreta di rinascita. Da qui l’invito a scegliere ogni giorno quale direzione dare alle proprie azioni.