Mancano 290 medici di medicina generale in tutta la provincia di Modena. A fotografare la situazione è la prima pubblicazione del 2026 per il Ruolo unico di assistenza primaria, che evidenzia un’emergenza diffusa su tutto il territorio, dalla città fino alla montagna. Il dato più critico arriva proprio dal capoluogo: nella sola Modena città si contano 63 incarichi vacanti. Ma la carenza è capillare. Nel distretto di Castelfranco Emilia si contano 19 posti vacanti, mentre tra Nonantola, Ravarino, Bastiglia e Bomporto i medici mancanti sono 11. Spostandosi a nord, a Carpi sono 31 i posti vacanti. In forte sofferenza anche i comuni del comprensorio ceramico. Salendo in montagna il quadro non migliora: da Pavullo fino all’Alto Frignano, la carenza rischia di isolare intere comunità per via della scarsa presenza di servizi. Il problema non riguarda solo il numero totale di medici mancanti, ma anche la loro distribuzione: ogni medico ha un limite massimo di pazienti e, di conseguenza, in alcune zone i cittadini potrebbero essere costretti a cercare assistenza in altri comuni pur di avere un medico di base. Alla radice del problema secondo la Federazione Italiana Medici Medicina Generale c’è una programmazione carente, che per anni non ha bilanciato uscite e ingressi, a cui si aggiunge una professione sempre meno attrattiva per i giovani medici.  Per la fondazione Gimbe servono interventi strutturali urgenti altrimenti trovare un medico di famiglia vicino a casa diventerà sempre più difficile, anche in una regione come la nostra che è stata a lungo un punto di riferimento per la sanità pubblica