Nel servizio l’omelia di Mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena e Nonantola
La solenne benedizione con la reliquia del braccio di San Geminiano abbraccia centinaia di fedeli per il giorno del patrono. Dall’omelia di Monsignor Castellucci durante la Santa Messa un appello a chi soffre di fame e sete, a chi è malato e non può curarsi. Il pericolo del paradosso dell’isolamento nel mondo connesso e la sciagura della guerra per miliardi di persone. Sofferenze da combattere con speranza e compassione, lontani dalla “globalizzazione dell’indifferenza” da cui metteva in guardia Papa Francesco.
La menzogna come prima nemica della pace, strategia utilizzata nel secolo scorso dalle dittature per manipolare le masse. Le fatiche delle “folle stanche e sfinite”, oggi come al tempo di Gesù, trattate dai potenti del mondo con freddezza, distacco e apatia. Ingranaggio di calcoli numerici e flussi del consenso. Da Monsignor Castellucci l’invito a trarre ispirazione da San Geminiano per “continuare a giocare la partita della compassione”, nell’anno in cui la solidarietà a Modena acquista un’importanza ancora più forte.







































