Nell’antica Grecia era vita, libertà e inventiva. La fiamma eterna che bruciava sull’altare di Hera, nell’antica città di Olimpia, lo stesso luogo in cui viene acceso il fuoco delle moderne Olimpiadi. La tradizione fu inaugurata nei giochi di Berlino 1936, l’edizione della propaganda di Hitler e della Germania nazista. Ma oggi la fiamma è simbolo di pace, fratellanza e unione tra i popoli. Il 6 febbraio l’accensione del braciere olimpico allo stadio Meazza di Milano segnerà la fine di un percorso di 12mila km. Itinerario che tocca tutte le province italiane e che illumina anche Modena e le sue bellezze. Per le strade del centro centinaia gli appassionati che si sono riuniti per assistere al passaggio dei tedofori: per loro 300 metri a testa e quella torcia in mano, oggi moderna e progettata per non spegnersi mai. Sotto la Ghirlandina a portare in alto la torcia personalità dello sport cittadino e persone comuni che hanno dedicato una parte della loro vita ai valori tramandati dai cinque cerchi.

SOTTO LA GHIRLANDINA, IN MIGLIAIA PER UNA TRADIZIONE CHE ARDE DA SECOLI
Un gesto simbolico universale, quello del passaggio della Fiamma Olimpica, che affonda le sue radici nell’antichità, sapendosi rinnovare nel tempo. Oggi simbolo di pace che anche a Modena ha emozionato i tanti presenti





































