Addio al “gradino del buco”. Così lo chiamavano i residenti di viale Crispi, davanti al portone del loro palazzo: un gradino di marmo, trasformato in seduta fissa per tossicodipendenti e spacciatori. Qui si fuma crack, ci si buca o si bivacca, intralciando l’ingresso e rendendo impossibile il rientro a casa. Da ieri, quel gradino non c’è più: i condomini l’hanno rimosso, esasperati da anni di degrado e insicurezza. Sotto il portico che collega il Tempio alla stazione ferroviaria, in piena “zona rossa”, i controlli potenziati fino a maggio sembrano avere poco effetto. Soprattutto di sera, quando l’ingresso è stabilmente occupato da gruppi che intralciano il passaggio. Qualcuno, affacciato alla finestra, prova persino a riprendere tutto con il cellulare, di nascosto, per documentare una quotidianità diventata insostenibile: scene di liti, rifiuti abbandonati, siringhe. Per i condomini, allontanamenti e controlli producono effetti temporanei. Subito dopo, tutto torna come prima.