La Procura ha disposto il nullaosta per la salma di Raffaele Marangio, il professore trovato morto nella propria abitazione in via Stufler nel luglio del 2025. A distanza di oltre sei mesi, domani la famiglia potrà celebrare i funerali, fissati alle 13.30 alla Terracielo Funeral Home di via Emilia Est. Anche per la casa è stato disposto il dissequestro, al termine di tutti gli accertamenti per fare luce sulla misteriosa morte dell’uomo. Numerosi i punti da chiarire. Fin dal ritrovamento del corpo, le modalità e la posizione in cui si trovava hanno spinto gli inquirenti ad avviare verifiche approfondite. A far scattare l’intervento delle forze dell’ordine era stata la figlia, che vive a Roma: non riuscendo a contattare il padre da giorni, aveva chiesto ad alcune persone di fiducia di controllare. Non ottenendo riscontri, intorno all’ora di pranzo una pattuglia della polizia, affiancata dai vigili del fuoco e dai sanitari del 118, ha raggiunto l’abitazione, dotata di ingresso indipendente. Una volta entrati, gli operatori si sono trovati davanti a una scena che ha richiesto immediati approfondimenti: l’uomo era disteso a terra, completamente vestito, con una cinghia stretta al collo. Poco distante, al centro della stanza adibita agli incontri professionali, era presente un grande scatolone. L’alloggio non mostrava segni evidenti di intrusioni o disordine: porte e finestre integre, nessuna traccia di colluttazione. L’immobile è stato posto sotto sequestro e la magistratura ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario contro ignoti. In seguito, un uomo di 43 anni, di origine tunisina, è stato iscritto nel registro degli indagati: ascoltato dagli investigatori, è stato poi rimesso in libertà, non essendo emersi elementi sufficienti per misure restrittive.






































