In 16 mesi non si è riusciti a fare il nuovo regolamento
La patata bollente delledilizia sociale – in particolare i criteri con cui si matura laccesso negli alloggi a prezzo calmierato – approda in consiglio comunale e rende più che vivace la discussione che prende spunto da una rappresentante della maggioranza, Franca Gorrieri del Pd, che non è tenera verso la sua giunta. Ecco le sue parole: «Sulle assegnazioni degli alloggi cè da fare chiarezza e fugare ogni dubbio. Abbiamo raccolto tante voci dai cittadini – dice la consigliera democratica che ha presentato uninterrogazione rivolta allassessore allurbanistica Gabriele Giacobazzi -. Quando non cè chiarezza scatta in automatico il meccanismo delle voci». La Gorrieri sottolinea che il problema è conosciuto da tempo dal consiglio comunale visto che il 9 gennaio del 2012 – ben 16 mesi fa – aveva approvato un ordine del giorno che invitava la giunta «a modificare i regolamenti che governano le assegnazioni degli alloggi dei Peep e della convenzionata (in proprietà e in affitto) e del riscatto vendita al fine di renderli più aderenti, aggiornandoli, alle mutate condizioni socio-economiche, allobiettivo sociale cercando di evitare in ogni modo potenziali comportamenti speculativi che potessero innescarsi a valle, in particolare nelle fasi di riscatto/vendita». Chiaro il messaggio: a volte invece di aiutare i poveri o il ceto medio in difficoltà con ledilizia sociale cè chi fa piccoli e grandi affari. Eppure è grazie al Comune se si riesce ad abbassare i prezzi per le persone che non riescono a comprare nel mercato libero. Ma non tutti i beneficiari sono in condizioni disagiate e così in consiglio si chiede un regolamento chiaro e trasparente. Inoltre si ricorda al sindaco e alla giunta di puntare a modificare – facendo pressing sulla Regione – i requisiti che impediscono il turn over degli inquilini: in pratica quando una famiglia ha superato il disagio economico dovrebbe fare spazio a chi non riesce a pagare un affitto. Nonostante queste richieste datino a 16 mesi fa ancora non si sa nulla. E i consiglieri chiedono altre spiegazioni: perchè non sono stati coinvolti, si è riunita una commissione tecnica, in questo processo. Molto duro lintervento di Davide Torrini (Udc): «La revisione profonda dei regolamenti va fatta dai settori di competenza, ma in stretta collaborazione con le commissioni consiliari» perchè «non si deve masticare il lavoro fatto da altri». Ovvero il piano di revisione deve essere poi realizzato dagli eletti. Ad oggi – seppure lassessore Giacobazzi iero ha promesso unacellerazione – però nessuna commissione è stata convocata. Hanno lavorato solo i tecnici quindi «non sono state seguite le indicazioni» e, conclude Torrini, «fondamentale è la trasparenza sulle graduatorie che sono sempre state appaltate allesterno dal comune, con quella determina del consiglio invece si chiedeva al Comune un percorso più limpido». Sui cambiamenti dei requisiti – i valori Isee – batte duro anche la consigliera Eugenia Rossi (Etica e Legalità): «Cè difficoltà di reperimento di case, poi manca la volontà della Regione di modificare i regolamenti, abbiamo trovato un muro. Lamministrazione deve farsi carico di questa richiesta» e sempre la consigliera Rossi a porre la domanda: «Come vengono utilizzate le risorse dei riscatti – si tratta dai soldi incassati dal Comune – dei Peep? Dovrebbero essere utilizzati per la costruzione di altri Peep, ma in questi anni non è avvenuto». Sul punto lassessore risponde che non cè nessun vincolo quindi queste risorse sono usate liberamente dal Comune, non necessariamente per ledilizia sociale. Martella lamministrazione anche il consigliere di centrodestra Michele Barcaiuolo che sottolinea: «Le coop adottano i criteri per le assegnazioni che più gli aggradano; io sono per un criterio pubblico che possa tener conto del numero dei figli per esempio: bisogna evitare la speculazione, figlia dellanzianità di iscrizione». Insomma il patrimonio di edilizia sociale che dovrebbe garantire il ceto medio che non riesce a comprare sul mercato – per i più poveri ci sono gli alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica) gestiti in modo diverso – non è governato nel migliore dei modi. Lo ha deciso il consiglio comunale con una sua delibera (inattuata), lo ricorda una consigliera del Pd che bacchetta la sua amministrazione perchè gli atti del consiglio devono essere rispettati: «Non sappiamo neanche se questo ordine del giorno è stato preso in mano – denuncia Gorrieri -.Dopo un anno è necessario dare conto». Il segnale di maggiore trasparenza ed equità sul problema casa arriva da sinistra, centro e centrodestra. A questo punto è la giunta inadempiente, ora deve dare le sue risposte. Le elezioni sono vicine quindi bisogna fare al più presto. nGian Basilio Nieddu