Nel video, l’intervista a Giovanni Bertoldi, Capogruppo Lega
Come è possibile che un solo dipendente abbia sottratto cifre così ingenti per anni? Ci sono state omissioni o falle nei sistemi di vigilanza e nelle procedure di controllo? E’ da queste domande che parte il dibattito sul caso della Fondazione di Modena. Quelli che inizialmente erano stati indicati come 850mila euro di ammanchi potrebbero in realtà essere quasi il doppio. Secondo le ricostruzioni, nell’arco di quattro anni sarebbero spariti fino a due milioni di euro dalle casse dell’ente, a partire dalla precedente amministrazione, senza che nessuno intervenisse per fermare i prelievi. Una vicenda che solleva interrogativi pesantissimi sulla capacità di controllo interno di un ente di primaria importanza per il territorio. Il capogruppo della Lega Giovanni Bertoldi ipotizza anche un possibile intervento del Ministero dell’Economia. Dopo mesi di silenzio, il Presidente Matteo Tiezzi ha fatto il punto sulle attività avviate per comprendere cosa sia accaduto e cosa non abbia funzionato, dichiarando di aver esaminato la documentazione e di essersi fatto un’idea dei fatti, senza però entrare nel merito delle responsabilità o dei meccanismi emersi. Un atteggiamento che continua ad alimentare dubbi e perplessità. Nel frattempo, le indagini della Procura, affidate alla Guardia di Finanza, ipotizzano appropriazione indebita e autoriciclaggio a carico di un responsabile d’area, che avrebbe trasferito nel tempo somme consistenti verso conti di gioco online a lui riconducibili. Il dipendente è stato sospeso, mentre la Fondazione ha presentato querela e avviato un’indagine interna.

































