E’ morto 23 giorni dopo aver ucciso la figlia Monica, colpita a morte con un martello a Castelnuovo Rangone. L’89enne Eros Canepari si è spento ieri all’ospedale di Baggiovara, dove era stato ricoverato in seguito al peggioramento delle sue condizioni fisiche. Dal giorno della tragedia, l’anziano era sottoposto a custodia cautelare e si trovava detenuto al carcere Sant’Anna. Le sue condizioni, già fragili dal punto di vista mentale, erano apparse fin da subito incompatibili con la detenzione ordinaria. Dopo l’interrogatorio di garanzia, il giudice aveva infatti disposto il trasferimento in una struttura psichiatrica giudiziaria per accertamenti clinici, ma il provvedimento non era stato eseguito per la difficoltà di individuare una struttura idonea. Nel frattempo il quadro clinico dell’anziano si è ulteriormente aggravato, fino al malore che ha reso necessario il trasferimento all’ospedale di Baggiovara, dove è deceduto, pare a causa di un’infezione. Con la sua morte si chiude il procedimento giudiziario aperto per omicidio volontario aggravato. I fatti risalgono al 4 gennaio e sono avvenuti nell’abitazione di via per Formigine, dove Canepari viveva con la moglie, anche lei in gravi condizioni di salute, e la figlia Monica di 63 anni, che da tempo si prendeva cura di entrambi i genitori. Al culmine di una violenta lite, l’anziano avrebbe inseguito la figlia fino al cortile dell’abitazione, colpendola ripetutamente alla testa con un martello. Inutili i tentativi di soccorso. La moglie, presente in casa ma allettata, non si sarebbe accorta di quanto stava accadendo ed è morta a sua volta pochi giorni dopo. Davanti al Gip, durante l’interrogatorio di garanzia, Eros Canepari era apparso confuso, disorientato e incapace di ricostruire quanto accaduto. Affetto da una grave forma di demenza senile e seguito dal Centro di salute mentale, non era apparso pienamente consapevole della tragedia consumata.