Ci sarebbero sempre più elementi a collegare la coppia di ladri fermati dalla squadra mobile di Modena a bordo di una Yaris poche ore dopo il ritrovamento la scorsa settimana da parte dei Carabinieri, del cadavere di una 24 enne nel suo appartamento di via Gerosa a Modena, con la stanza di quell’appartamento in cui la donna si sarebbe iniettata la dose letale. Insieme al computer rubato appartenuto alla donna e trovato all’interno dell’auto dei due fermati, che di per se non è sufficiente per accertare la presenza dei due nell’appartamento, gli agenti della squadra mobile hanno trovato nella loro auto anche due siringhe sporche di sangue. Si indaga per capire se possano essere le stesse usate per la dose letale e che gli inquirenti, caso strano, nonostante i buchi sul corpo della ragazza, non hanno trovato all’interno dell’appartamento. Qualcuno le avrebbe portate via. Se il sangue contenuto nelle siringhe corrispondesse a quello della ragazza il quadro delle indagini potrebbe cambiare. Perché porterebbe i due all’interno dell’appartamento in cui il la ragazza è stata trovata. Forse al termine di una serata a base di droga finita male. In quel caso sarà da accertare se la coppia, composta da un uomo e donna con entrambi  che si sono avvalsi si è avvalsa della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia, abbia abbandonato l’appartamento prima o dopo la morte della ragazza, fose portando con sé anche il computer. Ipotesi ancora non supportate da riscontri scientifici. Le indagini proseguono per dare soluzione a quella che a tutti gli effetti è ancora una morte avvolta dal giallo.

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