La donna come simbolo di virtù, desiderio, sacrificio e potere. Nel Seicento barocco, il femminile smette di essere semplice presenza marginale e conquista il centro della scena: diventa martire e seduttrice, santa e dea, eroina biblica e figura allegorica. È proprio a questa complessità che guarda “La virtù e la grazia”, la nuova mostra che La Galleria BPER di Modena presenta fino al 28 giugno 2026. Curata da Lucia Peruzzi e realizzata con il patrocinio del Comune, l’esposizione si sviluppa in cinque sezioni tematiche dedicate alla devozione, al mito, al sentimento e al potere, intrecciando figure di sante penitenti, eroine del Vecchio Testamento, ninfe della tradizione classica e protagoniste della “Gerusalemme Liberata”. In tutte queste immagini, la figura femminile diventa veicolo di emozioni, conflitti morali e tensioni spirituali, in perfetta sintonia con la cultura della Controriforma. In mostra, dialogano opere di artisti come Lucio Massari, Guido Cagnacci, Ludovico Carracci, Bartolomeo Manfredi e altri. A chiudere il percorso, una sezione dedicata all’allegoria, forse la forma più raffinata del Seicento: immagini costruite per stupire e ammonire insieme, dove la bellezza diventa messaggio morale.






































