I Carabinieri di Pavullo hanno tolto i sigilli alla casa di Polinago di Domenico Lanza. La Procura di Modena ha infatti disposto il dissequestro dell’abitazione, dell’auto e del cellulare del 68enne conosciuto come “lo sceriffo”, indagato per sequestro di persona in relazione alla scomparsa di Daniela Ruggi. Lanza era finito al centro dell’inchiesta dopo aver mostrato in diretta televisiva alcuni indumenti intimi della donna, scomparsa nel settembre scorso a Vitriola di Montefiorino. Il 6 dicembre 2024 i Carabinieri avevano sequestrato la sua abitazione e lo avevano portato in carcere a Sant’Anna, poi era stato scarcerato a marzo 2025 e trasferito in un appartamento in affitto. Oggi, a distanza di oltre un anno da quel provvedimento, l’uomo può finalmente rientrare nella sua casa. Il dissequestro arriva dopo una serie di accertamenti tecnici e peritali che, secondo la difesa, non hanno evidenziato elementi utili a collegare Lanza alla scomparsa di Daniela Ruggi. La Procura ha inoltre dissequestrato anche la sua auto e il telefono, beni che erano stati trattenuti all’inizio delle indagini. La vicenda, però, non è ancora chiusa: resta aperta l’inchiesta sulla sparizione della 32enne e la posizione dell’indagato, pur ritenuta oggi marginale dagli stessi difensori, resta formalmente aperta. Lanza attende ora l’archiviazione del caso, auspicando una conclusione definitiva. Nel frattempo la famiglia di Daniela è in attesa degli esiti delle analisi sul teschio ritrovato a inizio anno in una torre diroccata, a poca distanza dall’abitazione della 32enne. Le comparazioni del Dna con il materiale genetico della ragazza e con quello prelevato dalla madre dovranno chiarire se quei resti appartengano o meno a Daniela, un passaggio decisivo per la prosecuzione delle indagini e per dare finalmente risposte a una vicenda che continua a destare numerosi interrogativi.