L’unificazione delle diocesi di Modena e di Carpi si avvicina, ma i tempi potrebbero slittare leggermente rispetto alle previsioni iniziali che indicavano la Pasqua come possibile orizzonte per la definizione del percorso. L’arcivescovo, Mons. Erio Castellucci, ha invece indicato la Pentecoste, dunque la seconda metà di maggio, come nuova possibile scadenza, salvo eventuali accelerazioni da parte della Santa Sede. Il processo è in corso da mesi e comporta passaggi amministrativi e burocratici: all’inizio dell’anno è stata inviata documentazione aggiornata al Nunzio apostolico e nelle prossime settimane è previsto un incontro. Intanto, l’integrazione tra le due realtà ecclesiali è già avviata: 28 uffici pastorali delle due Curie sono stati riorganizzati in 11 servizi interdiocesani e in molti settori le due diocesi lavorano già in modo congiunto. Sono inoltre iniziate le assemblee dei cinque nuovi vicariati che costituiranno la futura organizzazione pastorale: Modena, Pedemontana, Carpi, Bassa e Montagna. La nuova diocesi coprirà quasi tutta la provincia, con l’eccezione di Sassuolo e Castelfranco Emilia, e il vicariato di Modena sarà il più popoloso, con circa 200mila abitanti. Resta da definire la distribuzione di alcuni incarichi nella nuova struttura: fino all’unificazione giuridica e amministrativa, le due diocesi manterranno i propri organismi di governo, mentre il coordinamento è affidato al Consiglio episcopale interdiocesano. Rimane aperta anche la questione del futuro ruolo del vicario generale di Carpi, monsignor Ermenegildo Manicardi. L’assetto è ancora provvisorio, ma già orientato alla nascita di una delle più grandi diocesi dell’Emilia-Romagna.