Nel video l’intervista a Beatrice Campari, Ex detenuta
Ha attraversato il carcere come si attraversa una frattura della vita, entrandoci da manager della moda e uscendone con uno sguardo diverso sull’errore, sulla pena e sulle persone. Quasi vent’anni fa Beatrice Campari è stata coinvolta in un’inchiesta per un rapimento lampo e condannata per concorso morale, un’accusa che ha sempre negato. Dopo sei anni di detenzione ha raccontato la sua esperienza nel libro Sono una donna fortunata, portato anche in Consiglio comunale a Modena come testimonianza collettiva. Dal carcere Beatrice Campari ha imparato il valore del volontariato e delle relazioni umane, che oggi le consentono di scontare la pena con una misura alternativa all’interno di un’associazione. Una storia che si intreccia con le criticità della Casa circondariale di Sant’Anna, segnata da sovraffollamento cronico ed episodi di autolesionismo, e che richiama la necessità di investire sui percorsi di reinserimento. Tra carenze e fragilità, emergono però anche possibilità di riscatto, come quella di Beatrice Campari, uscita dal carcere cambiata, ma non spezzata.







































