Fragilità e tragedie familiari all’interno delle mura domestiche hanno segnato l’anno appena trascorso nel modenese. Il caso dell’omicidio di Castelnuovo non è che l’ultimo di un pesante bilancio iniziato l’aprile scorso a Marzaglia, quando un uomo di 83 anni uccise la moglie malata e il figlio autistico prima di togliersi a sua volta la vita. A fare la tragica scoperta dei corpi fu il fratello dell’uomo, preoccupato per l’assenza di notizie da parte della famiglia. A settembre fu solo tentato l’omicidio da parte di un giovane originario dello Sri Lanka, del padre, della madre e della sorellina di 15 anni. Il ragazzo accoltellò i familiari nella propria abitazione a Castelnuovo Rangone. Venne in seguito portato al Sant’Anna, seguito dal centro di salute mentale. Due omicidi-suicidi in una sola settimana sconvolsero le comunità di Castelfranco e Mirandola. Il 7 ottobre un anziano ha ucciso con una coltellata la moglie, malata da tempo di Alzheimer, prima di buttarsi dalla finestra, facendola finita. Un caso del tutto simile si è verificato appena quattro giorni dopo, nel comune della bassa. Sempre lo scorso anno, un’altra tragedia familiare è tornata nei titoli di cronaca, anche se per motivi diversi: Franco Cioni, condannato per aver ucciso a Vignola la moglie, malata terminale, ha ricevuto la grazia dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella. L’uomo soffocò la donna con cui era sposato da 50 anni perché non voleva che soffrisse più.