Occhi puntati sul Medio Oriente, dove il conflitto va a interessare un’area strategica per la fornitura di commodities energetiche e la vendita di prodotti che per la sola Modena vale quasi 900 milioni di euro. A porre l’attenzione sui risvolti economici della guerra in corso è Lapam Confartigianato, che segnala come un possibile prolungamento del conflitto alzi l’incertezza per le imprese, rischiando di compromettere la ripresa degli investimenti e accentuando la frenata del mercato del lavoro. Per l’Emilia-Romagna l’export manifatturiero destinato al Medio Oriente vale 3,4 miliardi di euro e Modena, con i suoi 878 milioni di euro, è la seconda provincia in Regione e la settima a livello italiano per valore delle esportazioni verso l’area interessata dal conflitto, in particolare Emirati Arabi e Arabia Saudita. Tra le province emiliano-romagnole Modena è prima per maggiore esposizione alla crisi in Medio Oriente, considerato che l’export in quelle zone rappresenta il 2,56% del PIL. Quello stesso mercato, ora a rischio, nei primi nove mesi del 2025 era sembrato promettente, con le esportazioni modenesi in crescita del 6%. Tra i beni più venduti si contano i prodotti alimentari, gli articoli di abbigliamento e il biomedicale.